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11 gennaio 2007
DOSSIER CRISTIANI NELL'ISLAM 1: NUOVE LEGGI IN IRAN PER I CRISTIANI
            Tratto da:
            
             del 05/01/2007
            Tradotto da: Kritikon

Contrariamente alle dichiarazioni di tolleranza islamica, reiteratamente rilasciate dal regime dei mullah, vivere la propria fede quando non si è musulmani non è cosa agevole, specie quando lo si deve fare nella Repubblica islamica dell’Iran.

In occasione delle festività del Natale, i mullah non hanno mancato di profittare dell’evento per mostrare quanto si interessassero della sorte dei cristiani, emettendo dei regolamenti che ottemperassero il modo nel quale i fedeli di Cristo dovessero esercitare la propria fede.

Un atteggiamento non si sa quanto verrà apprezzato dai seguaci del dialogo interreligioso e degli scambi ecumenici.

Secondo il ministro dell’informazione, le chiese ufficiali e non ufficiali (ossia quelle semi-clandestine, a domicilio) sono dora in avanti sottoposte a tre restrizioni:

-         creazione una lista settimanale dei partecipanti alla Santa messa e giustificare ogni incremento o decremento della lista stessa

-         proibizione di instaurare relazioni fra i convenuti

-         divieto di accogliere persone non cristiane nelle chiese

 

Oggi le chiese non ufficiali non hanno nessun diritto di celebrare le cerimonie, salvo autorizzazione concessa dal ministero dell’informazione, peraltro regolarmente rifiutata. Gli individui che vengono arrestati per aver celebrato messa nelle case non hanno diritto di ricevere la visita dei correligionari. Non c’è bisogno di precisare che ogni traffico telefonico, in uscita ed in entrata, è sotto stretto controllo.

Di fatto, i cristiani non rappresentano certo una minaccia diretta per i mullah, sia per numero che per indole. Le autorità della Repubblica Islamica dell’Iran sembrano invece temere molto i rischio di conversioni al cristianesimo, sempre più numerosi tra i musulmani. La conversione viene assimilata all’apostasia che, già di per se stessa, è suscettibile di pena di morte secondo le leggi islamiche del paese.

 

____

 

 

Difficile da mandare giù quando in Italia soggetti dell'estrema sinistra del governo, come Paolo Ferrero, propongono leggi in tema di fede che appaiono più in funzione anticristiana piuttosto che rispondenti a reali necessità.

Mentre qui si disserta sul sesso degli angeli, in Iran i mullah si permettono di inserire misure draconiane e di spiegare ai nostri sacerdoti quale sia il corretto svolgimento di una liturgia.
Cotanta prepotenza non ci trova certo sorpresi, visto che è già abbondantemente replicata in paesi quali l'Algeria.
E, a ben vedere, si spiega anche la straordinaria simpatia (grossolanamente mimetizzata da apertura verso l'"altro") che hanno i vetero-comunisti spiccioli, da Giordano e Migliore, da Ferrero e Rizzo,  per chi applica oggi metodi che furono cari a Palmiruccio Togliatti.
E poi, ad essere offeso è l'Islam.....

 http://www.iran-resist.org/article2978




permalink | inviato da il 11/1/2007 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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11/09/2001