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POLITICA
18 febbraio 2007
Francia: perché laicismo ed islam non sono coniugabili insieme

4 febbraio 2007

Afalkou Iazzouzene

http://www.kabyles.com/

Tradotto da: Kritikon

 

 

Secondo i media, l’Islam, seconda religione in Francia, raccoglie qualcosa come cinque milioni di seguaci. Una forza con la quale bisogna fare i conti: moltissimi di loro sono elettori. I loro parenti sono originari di paesi con i quali la Francia intrattiene relazioni economiche e culturali e con i quali deve mantenere rapporti privilegiati. D’altronde, la laicità garantisce la libertà di coscienza, dunque perché non lasciare che la religione musulmana si faccia un posto al sole nel paese di Marianna?

I primi immigrati riponevano la loro chéchia, il Corano ed il tappeto di preghiera nella valigia prima di mettere piede sulla nave che li avrebbe portati in esilio. La loro fede era vissuta con semplicità. Non reclamavano né moschea, né posti ad hoc per l’abbattimento dei montoni. Si distinguevano per l’ardore profuso nelle officine, nelle fabbriche, per l’abnegazione e la disciplina.

 

I paesi colonizzati sono poi diventati indipendenti. Ci si sarebbe aspettati una rarefazione del flusso migratorio dall’Africa ma, invece, s’è verificato l’esatto contrario. Il fabbisogno di manodopera per riparare i danni della seconda guerra mondiale, la necessità di sostenere la crescita economica, i pessimi governi succedutisi nelle ex-colonie, l’esplosione demografica che si registrava in essi, tutto ha contribuito ad incrementare un’immigrazione che, nel momento di massima espansione, ha fatto realmente pensare ad un sorpasso numerico degli immigrati sugli autoctoni.

Ma non siamo a questo punto. Cominciamo a sgonfiare lo spauracchio dei 4/5 milioni di musulmani. Così come le leggi francesi non permettono il censo secondo la religione, si qualificano come musulmani tutti coloro nel cui nome appaia una consonanza araba o africana. Ora, nella maggior parte di loro, la pratica religiosa è nulla, la fede stessa spesso assente.

 

Il vero problema sociale è comparso con il rallentamento della crescita economica e l’insorgere del fenomeno della disoccupazione di massa. Gli africani sono stati i più penalizzati. Fallimento scolastico, difficoltà di collocamento. I figli degli immigrati, giudicandosi vittime della società francese, hanno reagito con un ripiegamento identitario del quale l’islam è stato il collante. Meno nel suo aspetto spirituale, molto in quello ritualistico (ramadan, rifiuto della carne di maiale, ritorno al velo per le donne).

Nel contempo, l’integralismo islamico s’è sviluppato nel Medio Oriente. Sostenuto dallo stesso mondo occidentale nei tempi della guerra fredda, il fenomeno gli è esploso fra le mani al momento dell’implosione comunista. Fatta eccezione per gli specialisti, i fondamenti e gli obiettivi degli islamisti sono ai più sconosciuti.

Primo errore. Pensare che solo gli integralisti ed i loro correligionari siano interessati dal “risorgimento islamico”. Convinti che la civiltà occidentale sia in piena decadenza, gli integralisti si propongono invece di purificarla con la persuasione, la violenza se occorre, finanche ricorrendo ad ordigni ed auto-bomba.

Secondo errore. Pensare che la loro propaganda e le loro organizzazioni caritative presenti nel mondo occidentale abbiano per scopo principale la salute delle anime dei giovani immigrati di seconda o terza generazione, che si sentono esclusi al contempo dal paese che li ospita (o che ne è la patria) e dai paesi di origine. No.

Gli integralisti si propongono di fare esplodere in mille pezzi il concetto di laicismo, con tutte le conseguenze che questo implica (tolleranza e rispetto per le libertà). Il velo islamico non ne è che una segno apparente. Un domani, le stesse donne che pretendono di velarsi di loro sponte, non mancheranno di pretendere (Corano alla mano) l’ufficializzazione della poligamia, il ripudio, la lapidazione delle donne adultere, la rivisitazione legale del rapporto gerarchico uomo-donna. Poco a poco l’applicazione della Sharìa verrà rivendicata prima per la comunità musulmana e, quindi, per l’intera società.

 

In Francia gli integralisti procedono sottobanco, non potendo agire diversamente. Osano persino avvalersi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo mentre il Corano che essi predicano gli è nettamente contraria. La laicità dello Stato viene attaccata in modo subdolo. E così la società passando da un arretramento ad una rinuncia rischia davvero di annullarsi. I nemici della libertà finiranno per uccidere la libertà stessa.

I credenti sono convinti che proibizioni ed obblighi religiosi siano emanati direttamente da Dio, tramite il proprio intermediario, l’arcangelo Gabriele. Come credere a queste sirene nell’epoca dei voli spaziali e delle clonazioni? Eppure…

La laicità è minacciata tanto più che, pur di ammettere la proibizione del velo a scuola, la Commissione Stasi (un colpo al cerchio ed uno alla botte) aveva raccomandato l’introduzione delle feste religiose ebraiche e musulmane come giorni di vacanza scolastica. A che pro, visto che gli stessi osservanti non chiedevano tanto?

 

Accettare il comunitarismo significherebbe prendere atto del fallimento totale del processo integrativo, già di per se piuttosto compromesso. Portare il velo in Francia equivale ad affermare una differenza radicale verso la comunità francese. In definitiva dunque, sarà la stessa coerenza della società francese ad essere compromessa perché, secondo il Corano: “i musulmani sono duri verso i miscredenti ed affettuosi fra di essi” (Sura della Vittoria, versetto 29).

Cosa fare? Per difendere la laicità una sola cosa: legiferare. Affinché l’islam cessi di essere un ostacolo all’integrazione, occorre fargli assimilare lo spirito illuminista e smetterla di sovrapporre sacro e profano, temporale e spirituale, religione e politica. La situazione che anticipò il 1905, all’epoca della separazione fra Stato e Chiesa, era senz’altro molto meno pericolosa di quella attuale. Allora la sola Francia era interessata dal problema. Oggi, l’offensiva islamista è planetaria.

Più ancora della laicità è la civiltà occidentale che occorre difendere. Quanto agli integralisti, nulla vieta che perdano via via popolarità nei paesi che già hanno sottomesso alla Sharìa.

 




permalink | inviato da il 18/2/2007 alle 19:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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