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14 gennaio 2007
LA VOCE DELLA RESISTENZA IRANIANA FA MENO PROSAICISMO DI D'ALEMA...L'ULEMA
      
      http://www.iran-resist.org/mot248

      Traduzione di: Kritikon

Martedì scorso (9 gennaio ndr) i principali media iraniani hanno diffuso questa notizia: l’Iran ha arrestato una “spia” che inviava informazioni riguardanti il nucleare ai Mujahidin del popolo, principale gruppo armato di opposizione.

Ecco un flagrante esempio di disinformazione “mista”, tecnica tipica dei servizi di spionaggio dei mullah.

Di fatto i Mujahidin del popolo sono dei terroristi ed il nome del loro movimento è sulle liste nere di UE e USA.

Essi hanno partecipato alla rivoluzione di Khomeiny, rendendosi responsabili di migliaia di esecuzioni e di torture. Dopo un anno di coabitazione comune nelle stanze del potere ed un tentativo di putsch andato a vuoto, hanno imboccato la strada dell’esilio e raggiunto Saddam Hussein per combattere, armi in pugno, al suo fianco.

Anche in questa occasione hanno ucciso migliaia di giovani soldati iraniani persi nelle retrovie irachene. Come ricompensa della loro sanguinosa collaborazione, sono stati finanziati per oltre 25 anni da Saddam Hussein, che versava loro circa 50 milioni di dollari ogni mese.

Hanno dunque un gran bel bottino di guerra, ma anche un passato gravato da tradimenti ed assassinii. Per questo essi sono estremamente impopolari in Iran.

 

Sarebbe dunque esagerato considerarli e definirli quale “il principale movimento di opposizione” perché, per le motivazioni di cui sopra, gli iraniani preferirebbero di gran lunga morire sotto il giogo dei mullah piuttosto che essere governati dai Mujahidin.

Contestualmente, il regime dei mullah preferisce far credere che i mujahidin siano “la principale forza di opposizione” proprio per il fatto che non ha nulla da temere da loro, vuoi per evidenti limiti tecnico-militari, vuoi per il risicato margine di popolarità di cui godono (che è esattamente l’opposto dell’ingente margine economico maturato sotto il Raìs iracheno).

Ed a proposito di Saddam Hussein, vale la pena di aggiungere che i mujahidin non hanno mancato di fare pressioni a favore della sua rapida impiccagione, al fine di spedirlo nella tomba con tutti i segreti sulle indecenti intese fra loro ed il defunto raìs.

Un metodo non nuovo agli ayatollah.
Se ne servirono già risolutamente, proprio contro gli studenti universitari, nel corso del 2002, in risposta ad una serie di manifestazioni promosse nelle principali città iraniane.
Ma, in quel periodo, l'attenzione mediatica planetaria non è quella di oggi. 

A metà settembre il regime di Khatami da il via ad una serie di esecuzioni capitali che riguardano giovani iraniani. In meno di due settimane una mezza dozzina di giovani vengono appesi a delle gru, nelle grandi piazze di Teheran. Le esecuzioni avvengono all’alba ed i corpi dei condannati lasciati per ore in quello stato, al pubblico ludibrio, sotto gli occhi di amici, parenti, giornalisti.

Tra queste vittime, un giovane attore iraniano, politicamente impegnato, che rifiuta il cappuccio prima che gli sia messo il cappio sulla forca.

Il suo nome è Payam Amini.





Il suo volto di Brando persiano, pieno di fierezza e sdegno, resterà impresso a lungo nella memoria degli iraniani.

In Iran gli oppositori politici ed i guastafeste vengono condannati alla forca ed uccisi con ogni pretesto possibile e immaginabile, perché la “Repubblica Islamica” non riconosce l’esistenza di prigionieri politici. Payam è stato soppresso con l’accusa di violenza ed omicidio di donne anziane. Incredibile.

L’impiccagione di Payam ha calato una cappa di piombo su tutta la gioventù iraniana.

http://ara.amnesty.org/aidoc/ai.nsf/b32effe8dd283c0e80256ebe00410361/62e2426586278a6080256c45002fec68!OpenDocument

Ai giovani, in tal modo, è stato inviato un messaggio chiaro: “Se ti muovi, ti prenderemo, infangheremo la tua dignità e lasceremo penzolare il tuo cadavere sotto il sole dinanzi agli occhi di tua madre”.

Nel settembre 2002 bisognava essere ciechi per non vedere le lacrime sui volti dei giovani iraniani.








permalink | inviato da il 14/1/2007 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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11/09/2001