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QUANDO TRA CHI VUOL GOVERNARE INSERISCI LA ZIZZANIA .....

 

Di Pietro ancora infuriato con i Verdi

29 DICEMBRE 2006

 

Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ancora una volta ai ferri corti con il partito dei Verdi, che secondo l'ex Magistrato con le sue battaglie rappresenta a volte un freno per lo sviluppo del Paese.

"C'è qualcuno all'interno della coalizione di governo che dietro ad una parvenza di miglioramento ambientale fa ostracismo per realizzare le opere - ha tuonato questo pomeriggio il ministro delle Infrastrutture - finché ci sarò io è per costruire le opere e non per impedirle. Impedire le infrastrutture significa lavorare contro il Paese, mentre oggi bisogna lavorare per il Paese dotandolo di infrastrutture in linea con gli altri Paesi europei".

 

Tretto da: COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

 

 

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Il partito politico dei Verdi sarebbe stato la quinta essenza dell’aggregato di “utili idioti” (della concorrenza) tanto caro a Togliatti. Qualsiasi paese fornitore di petrolio pagherebbe per averli operativi nei paesi clienti. Con il loro status quo strutturale le forniture di petrolio e gas, a prezzi di strozzinaggio, sono garantite.

Bloccano il paese, negando l’accesso a qualsiasi opera. Sorvoliamo poi sul nucleare!

Meglio l’eolico (anche se occorrerebbe, per dimezzare il petrolio, una superficie operativa come la provincia di Brescia) o il fotovoltaico (anche se, senza scomodare l’inapplicabilità industriale, i costi di istallazione e manutenzione richiederebbero decenni).

Produciamo immondizia a livello di qualsiasi paese occidentale, ma è vietato fare le discariche (e chi le vuole vicino?), vietato fare i termovalorizzatori, vietato tutto. Zitti, zitti, i Verdi sono riusciti a far lievitare anche il mercato della mafia della mondezza. Ci spiegassero un po’ a chi la dobbiamo dare l’immondizia. Se cosa ne dobbiamo fare. Ma senza progetti da guerre stellari.

Contrappongono a progetti fattibili una serie di programmi da beatificazione teorica, che poi non possono trovare applicazione concreta per i più svariati motivi. Dal ritardo tecnologico (spiace, ma per il fotovoltaico occorre aspettare qualche decennio, checchè ne blateri Pecoraro Scanio), alle diseconomie di scala (tra l’altro riesce persino difficile espropriare i terreni per costruire i rigassificatori, a livello locale nessuno vuole nulla che non sia un ospedale), alle inaffidabilità delle soluzioni (come l’eolico, bloccato per la troppa discontinuità in Danimarca, mica in Burundi).

Intanto l’Europa corre. E noi assumiamo un passo mediorientale. Le uniche cose che si riescono a fare (vedere in Toscana e a Genova) sono le moschee. Perché è bene comprendere la cultura dell’altro (anche se quello non rispetta la tua).

Grazie Verdi. Grazie.

Pubblicato il 30/12/2006 alle 10.26 nella rubrica Politikitch.

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